L’ultima destinazione dei nostri cari è una scelta delicata che va compiuta non soltanto secondo il gusto e le volontà ultime del defunto ma anche facendo attenzione ad aspetti pratici che talvolta sono regolati da disposizione di legge o altri fonti normative. Nella scelta della bara pertanto è opportuno informarsi brevemente sulle sue caratteristiche e sulle sue funzioni per compierla nella maniera più ragionata possibile ed in base ai requisiti previsti dalla legge.
Cos’è la bara
La bara, detta anche cassa mortuaria o cofano funebre, è il luogo dove viene destinato il defunto a seguito della morte per essere ivi conservato e trasportato presso la destinazione a lui assegnata.
Si tratta di un contenitore del corpo del defunto formata da vari materiali. I più utilizzati sono il legno e lo zinco. Le casse tuttavia possono anche essere di metalli. La scelta dei materiali non è meramente libera. Come si vedrà infatti essa è necessitata da vari fattori: tra i più rilevanti c’è il trasporto del cofano.
La bara tuttavia assume diversi significati a seconda del contesto in cui viene nominata. Vien per lo più chiamata cassa mortuaria o bara quando ne si parla nel senso di un contenitore del cadavere. Mentre viene chiamata cofano funebre per il trasporto per indicare un contenitore costruito con determinati materiali e avente determinate caratteristiche necessarie al trasporto e alla conservazione del cadavere.
Com’è fatta la bara
È opportuno spendere due parole su com’è fatta la bara prima di proseguire con alcune indicazioni sulla sua scelta.
Semplificando, la bara si compone principalmente di due parti: una esterna ed una interna.
Quella esterna che ha la funzione protettiva del cadavere è per lo più di legno ma può essere anche di metallo o di altro materiale biodegradabile. Talvolta è la stessa legge che prescrive l’obbligatorietà della cassa in legno per determinati casi. La normativa di riferimento principale è il D.P.R 285/1990 che è stato emanato per approvare e dare attuazione al regolamento della polizia mortuaria.
La parte interna della bara può essere distinta a sua volta in due parti. Può essere necessaria qualora lo preveda la normativa di legge che la bara contenga una contro-cassa di zinco oppure di piombo. Il piombo ormai è un materiale caduto in disuso e superato dalle più idonee proprietà dello zinco. Talvolta la cassa metallica può anche essere esterna e dunque contenere quella in legno. L’interno della bara consiste alternativamente nei rivestimenti interni che possono essere personalizzati più liberamente a differenza della parte esterna
La scelta della bara: il legno, le decorazioni e i rivestimenti interni
Nel D.P.R di attuazione del regolamento per la polizia mortuaria si fa più volte il riferimento al legno massiccio. Le tipologie di legno che possono pertanto essere utilizzate per la struttura della cassa sono varie: in commercio si trovano casse di legni più o meno pregiati come il rovere o il mogano ovvero di legni molto resistenti come il frassino e il noce. Per avere informazioni ulteriori è possibile contattare la nostra azienda ai recapiti indicati nella sezione contatti ovvero recarsi presso i nostri spazi espositivi.
La bara è liberamente personalizzabile per quanto riguarda gli interni mentre lo è un po’ meno per la parte esterna. Per quest’ultima infatti è opportuno rispettare le prescrizioni di legge che come si vedrà dipendono per lo più da esigenze di trasporto. Per quanto riguarda gli interni invece le decorazioni sono libere: la nostra azienda offre un artigianato di alta qualità per quanto riguarda rivestimenti, tessuti pregiati e resistenti nel tempo, imbottiture, intarsi.
La bara, il feretro, il trasporto
Un altro concetto utile da chiarire prima di proseguire è quello di feretro, da tenere distinto, sebbene collegato alla bara. Si parla di feretro infatti quando ci si riferisce alla bara sigillata con all’interno il cadavere. Tale specie di “confezionamento” del cadavere deve rispettare determinati criteri previsti dalla legge tant’è che viene sottoposto al controllo degli organi della polizia mortuaria. Il procedimento di controllo della rispondenza del feretro ai requisiti di legge prende il nome di verifica del feretro. Tale procedimento si conclude con l’apposizione di un sigillo sul feretro quale indice di conformità che esenta gli operatori del cimitero ad effettuare ulteriori controlli e verifiche.
Le modalità con cui avviene tale confezionamento devono rispondere in particolare alle esigenze del trasporto e della pratica funebre utilizzata. Il trasporto della bara infatti può essere più o meno lungo: può avvenire all’interno del territorio di un unico comune, da un comune all’altro o anche all’estero. L’articolo 30 del D.P.R 285/1990 si occupa proprio di definire gli aspetti del trasporto della salma. Per il trasporto all’estero o dall’estero ad esempio è necessaria una duplice cassa di metallo e di tavole in legno massiccio. Invece la norma stabilisce che “Per il trasporto da un comune ad un altro comune che disti più di 100 chilometri, salvo il caso previsto dall’art. 25 e sempre che il trasporto stesso dal luogo di deposito della salma al cimitero possa farsi direttamente e con idoneo carro funebre, si impiega la sola cassa di legno”.
In casi particolari può essere autorizzato dal Ministero della sanità l’utilizzo di casse con materiali diversi da quelli prescritti purché nel rispetto di determinate caratteristiche che le rendano resistenti ed impermeabili.
La bara e le tipologie di pratica funebre: collegamenti utili per la scelta della bara
Si distinguono tre tipologie di pratiche funebri: l’inumazione, la tumulazione e la cremazione.
In tutte e tre avviene il confezionamento del cadavere nella bara. Soltanto le prime due tipologie tuttavia vengono trattate in questa sede. Della cremazione si parlerà in uno specifico approfondimento.
L’inumazione consiste nella sepoltura del cadavere sotto terra mentre con la tumulazione il cadavere viene deposto nei loculi presso i cimiteri.
Quando la sepoltura è avvenuta con la pratica dell’inumazione la legge richiede:
- L’uso di casse biodegradabili per lo più in legno. Non è consentito infatti l’uso di casse metalliche o di materiali non biodegradabili. L’uso di un materiale biodegradabile diverso dal legno richiede l’autorizzazione del ministero della salute;
- Uno specifico spessore delle tavole di legno pari ad almeno 2 cm;
- L’uso di materiali biodegradabili anche nelle parti decorative della cassa;
- Ciascuna regione può integrare la disciplina del D.P.R 285/1990 con proprie disposizioni.
La tumulazione invece può avvenire:
- Sia con la cassa in legno che in metallo;
- Deve rispettare determinati requisiti di saldatura;
- Con uno spessore della lamiera metallica pari almeno a 0,660 mm se di zinco e di 1,5 mm se di piombo;
- Lo spessore delle tavole della cassa di legno invece dev’essere di almeno 25 mm;
- Come per l’inumazione anche per la tumulazione la regione può integrare la disciplina di fonte superiore.

